Swiss Data Protection e le novità sulla privacy di Windows 10 Creators Update

Creators Update è privacy safe, secondo Swiss Data Protection!
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Se a scendere in campo in merito alle novità sulla privacy di Windows 10 Creators Update è un ente “esterno” svizzero come Swiss Data Protection, allora possiamo stare sereni!

Quando si dice il tempismo… Proprio ieri, avevo personalmente scritto di alcune novità relative alla privacy del prossimo maxi aggiornamento di Windows 10, denominato Creators Update.

Privacy - Swiss data protection - Windows Lover

Come da titolo, ho spiegato come con Creators Update, Windows 10 gioverà di un maggiore controllo su una serie di aspetti legati alla privacy, poichè i relativi settaggi saranno disponibili, in maniera chiara e semplificata, all’interno di una apposita sezione delle impostazioni del sistema operativo.

Oggi, grazie ad MsPU, riportiamo un parare referenziato in merito a queste novità.

Swiss Data Protection soddisfatta di Creators Update

Per chi, come me, non conoscesse la Swiss Federal Data Protection and Inform Commissioner (FDPIC), ecco qualche dettaglio in più.

In parole molto povere, si tratta di una commissione federale (del governo svizzero) il cui compito è vagliare le questioni relative alla privacy degli utenti, quindi anche quelle relative all’utilizzo che alcuni software fanno di tali dati sensibili.

Investigazioni su Windows 10…

Già dal 2015, al pari di analoghe commissioni di altri Paesi, la Swiss Data Protection era a lavoro per investigare su Windows 10 ed in particolare in merito alla voce “prosegui con le scelte consigliate” che consentiva di saltare, in fase di installazione, alcuni settaggi relativi alla privacy per velocizzare appunto il processo di setup del sistema operativo a finestre made in Redmond.

Serve che io dica che quelle impostazioni “consigliate” attivavano in automatico il monitoraggio di dati “sensibili” come la posizione, l’utilizzo della cronologia da parte di Microsoft e via discorrendo, cioè tutti quegli aspetti che riguardano il “monitoraggio” delle attività dell’utente? No, penso non serva.

Il responso della commissione fu il seguente:

The FDPIC investigations revealed that data processing in connection with Windows 10 did not conform in every respect with the data protection legislation

Ma con Creators Update…

A quanto pare, il confronto con Swiss Data Protection è stato proficuo per Microsoft, poichè la “negoziazione” relativa alle presunte irregolarità relative alla privacy del primo Windows 10, hanno condotto ad un accordo di massima che prevedeva una sospensione del giudizio da parte dell’Ente, se Microsoft avesse posto rimedio con gli update successivi, assecondando le indicazioni ricevute a riguardo per sistemare i problemi con la “privacy“.

Ebbene, pare che con Creators Update (arrivo previsto per metà del 2017) Microsoft abbia fatto “la brava” ed abbia incluso tutti i suggerimenti di tutela della privacy che le sono stati “imposti”.  In questo modo, la Swiss Data Protection ha potuto dirsi soddisfatta e, come pattuito, non darà luogo a procedere contro Microsoft per violazione della privacy degli utenti dello Stato Federato Svizzero.

The technical implementation of the modifications requested by the FDPIC will be carried out worldwide as part of the two Windows 10 software releases planned for 2017 […] so, no need for court proceedings against Microsoft

Insomma, pra che Microsoft abbia scansato una bella “ninja cat da pelare” questa volta, seguendo disciplinatamente le indicazioni di un ente di controllo. Le esperienze del passato, certe volte, segnano ed insegnano…

Non ci resta che attendere con ottimismo il Creators Update per Windows 10 previsto per metà anno in corso (ed il successivo, a quanto pare). Ma nel frattempo, che ne è della mia privacy? Perchè ho la sensazione di essere stato “palleggiato” – come utente – nella disputa-non-disputa tra i due attori protagonisti di questa notizia?  Paranoie mie, di sicuro…

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R. Laterza
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    ottima la conclusione!! :-D

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