Autodesk Pixlr: recensione della nuova app universale di fotoritocco

Ecco la recensione di Autodesk Pixlr, app da tempo presente sullo Store di Windows Desktop e da qualche giorno uscita anche per Windows Phone.

Essendo ora presente su PC, Tablet e Smartphone Windows verrebbe da definirla una “Universal App“, ma avendola un po’ studiata mi ha dato più l’idea di due app diverse (quella per PC/Tablet e quella per Smarphone) inglobate nello Store sotto un’unica licenza, poiché le differenze tra le due versioni non sono poche.

Al di là di queste sottigliezze, vado a recensire la nuova versione per smarphone, prima di dare uno sguardo a quella per PC e Tablet, che forse qualcuno di voi conosce già.

Anticipo che l’app mi è piaciuta, anche se purtroppo è solo in inglese e non ho tardato a trovare il primo difetto dopo l’installazione.

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Il difetto consiste nel fatto che l’app non viene mostrata nell’elenco del menu “Modifica” all’interno dell’app Foto.

Proseguiamo dunque e apriamo l’app manualmente per poi scegliere la foto da aprire da un normale file picker che ci porta alla galleria.

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Ho scelto di aprire una foto dal peso di circa 8 Megabyte e dalla risoluzione di 28 Megapixel, per testare la velocità di apertura dei file: con il mio Nokia Lumia 1020 ci sono voluti circa 15 secondi.

L’app è utilizzabile solo in verticale e presenta un’interfaccia chiara e pulita. Gli strumenti sono raggruppati su una striscia in basso: toccando una delle categorie viene visualizzata un’altra striscia con tutti gli strumenti presenti.

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Per prima cosa ho voluto provare la funzione “Autofix“, che in teoria dovrebbe apportare delle correzioni automatiche. Tutti i software di fotoritocco offrono un’opzione simile ma nessuno fa miracoli, e Pixlr non fa eccezione. Sotto, la foto del Colosseo sottoposta ad Autofix, sembra quasi peggiorata.

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Per fortuna abbiamo la possibilità di sbizzarrirci con molti altri controlli. Vediamone alcuni, tutti raccolti nella categoria “Adjustment“.

In primo luogo uno strumento irrinunciabile: la taglierina.

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Lo strumento “Crop“, cioè “taglierina” di Pixlr consente sia di ritagliare seguendo il rapporto tra i lati della foto originale, sia un rapporto tra i lati libero che alcuni predefiniti: 1:1 (quadrato), 6:4, 4:3 e 16:9. Purtroppo non si può scegliere di riquadrare in verticale una foto orizzontale, a meno di non usare la taglierina “free”, cioè con rapporto tra i lati a piacere.

Una cosa che non si può fare con lo strumento Crop di Pixlr è quello di ruotare l’area di ritaglio.
Servono quindi sue passaggi: prima si usa lo strumento Crop, e poi lo strumento “Angle” contenuto dentro “Straighten“, cioè “Raddrizza”.

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Qui sopra vediamo una panoramica degli sturmenti “Straighten”. Con Rotate possiamo ruotare tutto il quadro dell’immagine, con Horizontal e Vertical possiamo specchiare l’immagine in orizzontale o verticale e infine con Angle possiamo ruotare l’immagine all’interno del suo quadro.

Ora diamo invece uno sguardo alla funzione per eliminare gli occhi rossi. Per l’occasione mi sono fatto un autoscatto in pieno stile “imbucato a cresima anni ’90“.

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Un messaggio ci inviterà a premere a lungo sopra gli occhi da correggere. Con il parametro “Tolerance” potremo allargare o restringere l’area interessata dalla correzione.

Esploriamo adesso invece gli strumenti “Focal“, che servono a simulare delle sfocature dovute a una profondità di campo ridotta.

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Qui sopra, partendo da destra vediamo lo strumento per creare una sfocatura circolare agli angoli della foto, per simulare uno scatto fatto con una fotocamera da quattro soldi (ma molte di quelle che equipaggiano i cellulari di fascia bassa già lo sono!), quello per simulare una sfocatura lineare e infine lo strumento per regolare l’intensità della sfocatura.

Personalmente non amo questo genere di strumenti. A mio parere le foto modificate in questo modo di solito sono delle cose inguardabili.

Vediamo dunque una serie di strumenti sicuramente più utili, cioè quelli per la gestione del colore.

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Possiamo cambiare la tinta (Hue), la saturazione (Saturation), la lucentezza (Lightness) e la vividezza (Vibrance).

Possiamo poi regolare anche luminosità e contrasto della foto con Brighness e Contrast.

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Purtroppo questo è l’unico modo per modificare la luminosità e il contrasto dell’immagine. Gli utenti più esperti che desiderassero strumenti più precisi devono rivolgersi a app più complicate, di certo non indicate a un pubblico generico come lo è Autodesk Pixlr.

A dispetto della dichiarata semplicità di quest’app troviamo però anche una funzione più seria cioè quella della Maschera di contrasto, indicata come “Sharpen“.

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Per chi non lo sapesse la Maschera di contrasto è un filtro digitale che serve a far sembrare l’immagine un po’ più nitida di quanto non sia in realtà. Per fare questo agisce sul contrasto locale tra le aree contigue di diverso colore, in modo tale da far risaltare i contorni degli oggetti. A volte può tornare utile per rimediare a una leggera sfocatura, purché sia leggera.

Nell’esempio qui sopra l’ho applicata in maniera eccessiva appositamente per far vedere meglio l’effetto. Il controllo Amount regola l’entità dell’applicazione della Maschera di contrasto, il parametro Radius invece serve a controllare il numero di pixel attorno ai bordi degli oggetti che saranno interessati dal filtro.

Passiamo però a cose più ludiche e vediamo la parte degli “Effects“, cioè degli effetti cromatici preimpostati.

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Alcuni sono davvero eccessivi, altri invece sono gradevoli. Sarebbe bello se si potesse regolare l’intensità dell’effetto, ma purtroppo non è possibile. Sono 25 e hanno tutti nomi di persone.

Se abbiamo sbagliato ad applicare un effetto possiamo sempre annullare l’ultima operazione con i tasti Avanti e Indietro dell’app posti in alto a sinistra, e questo vale anche per tutte le altre modifiche.

Ma adesso vi faccio vedere una cosa veramente ma veramente tamarra! Gli Overlays!

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Overlays sta per “Sovrapposizioni“. Possiamo appunto sovrapporre alla nostra immagine dei particolari effetti come le scie di un’auto in corsa, lo sfocato delle luci notturne o una di quelle simpatiche infiltrazioni di luce che molti di coloro che hanno utilizzato almeno una volta una fotocamera usa e getta ricorderanno (immagine centrale). Possiamo scegliere fra 30 immagini da sovrapporre. Purtroppo non possiamo sovrapporre immagini personalizzate dalla Galleria foto.

Per finire, prima di salvare la nostra “opera” possiamo applicare un bordo, da Borders.

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Ci sono bordi di 30 tipi diversi, dunque avete buone probabilità di trovare quello che vi piace.

A questo punto possiamo salvare la foto nella Galleria o condividerla tramite il tasto condividi incorporato nell’app.

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Ed ecco finalmente la mia fantastica fotografia ultra-ritoccata!

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In realtà io le odio queste fotine ritoccate con questi effettini ruffiani, ma il resto dello Staff mi ha detto che qui non contano le opinioni personali e che devo conformarmi alla massa (a proposito, mettete Retrica!!!) altrimenti mi trasformeranno in cibo per Joe Kondor giù negli scantinati della redazione…

Ma torniamo seri, perché vi avevo detto che nonostante l’app risulti come “Universale” sullo Store, a me sembra che la controparte per PC e Tablet sia in realtà un’app diversa, dato che anche molte funzioni sono diverse, e non solo l’interfaccia.

Farò una breve carrellata di screenshot dall’app per PC e Tablet in modo da mostrarvi le differenze.

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1) Nell’app per PC e Tablet è possibile fare doppie esposizioni con qualsivoglia immagine salvata sul computer, addirittura con controlli sull’opacità e sul metodo di fusione

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2) Bisogna creare un account Pixlr gratuito per usare gli effetti, i bordi, gli overlays e gli sticker (vedi più avanti), che tra l’altro non sono gli stessi della versione per smartphone.

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3) C’è tutta una galleria di filtri per dare un aspetto stilizzato alla nostra foto, opzione non presente sulla versione per smartphone.

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4) Si può mettere l’immagine in bianco e nero e lasciare solo alcune parti a colori, sia automaticamente che selezionando con un pennello quelle che devono essere colorate. Questa funzione non c’è nella versione per smartphone, ma personalmente non mi importa nulla. Fosse per me le foto mezze a colori e mezze in bianco e nero le vieterei per legge.

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5) Altra funzione non presente nella controparte smarphone è l’aggiunta di adesivi (Stikers) nelle foto. Anche in questo caso è richiesto il log-in con un account Pixlr, probabilmente per scaricarne di nuovi.

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6) Ecco invece una funzione utile per davvero: la possibilità di aggiungere del testo. Se fosse stata implementata anche nella controparte smartphone avrebbe reso l’app molto più completa. Chissà che con i prossimi aggiornamenti…

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7) Altra funzione utilissima che però sulla versione smartphone non c’è è quella per mostrare i metadati della foto, cioè i dati di scatto (fotocamera e obiettivo usati, apertura di diaframma tempo di posa, ISO, eccetera) oltre ai dati sul file in quanto tale.

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8) Dalla app per PC e Tablet si può anche salvare il file in una risoluzione diversa.

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Ho notato inoltre che l’app è ancora concepita per Windows 8.1 (si veda la foto qui sopra). Si evince dal fatto che ci sono alcuni comandi dell’app accessibili solo con swipe dall’alto (nei tablet) e con il clic sul tasto destro del mouse (nei PC).

Le nuove linee guida per il design delle app su Windows 10 prevedono l’integrazione di tutti i comandi all’interno del’interfaccia e le app. La compatibilità con le app di Windows 8.1 viene mantenuta, però ci sarebbe piaciuto vedere Pixlr già pronta al grande passo visto che ormai manca davvero poco.

Fine! È il momento di riepilogare le cose che mi sono piaciute di più e quelle che invece non ho digerito.